PRODUTTORI DEL BARBARESCO Barbaresco 2021 MAGNUM astucciato
PRODUTTORI DEL BARBARESCO
LA STORIA
Il 1894 è un anno fondamentale per Barbaresco. Prima di quella data il Nebbiolo qui coltivato era venduto per produrre vino Barolo oppure vinificato come semplice vino da pasto. Nel 1894 Domizio Cavazza, allora preside della Regia Scuola Enologica di Alba e residente a Barbaresco, dove era proprietario del Castello e dell’annessa azienda agricola, creò le «Cantine Sociali di Barbaresco» per la «produzione di vini di lusso e da pasto»
Riunendo attorno a sè nove tra agricoltori e proprietari, egli iniziò a vinificare nelle cantine del Castello ed a denominare il vino con il nome del paese stesso. Che il Nebbiolo coltivato a Barbaresco avesse caratteri suoi distinti si sapeva, ma Cavazza per primo riconobbe tale peculiarità in etichetta. Il 1894 è quindi l’anno di nascita ufficioso del vino Barbaresco.
Cavazza morì nel 1913 e la cantina sociale fu chiusa negli anni 20. Nel 1958, rifacendosi a quella tradizione, Don Fiorino Marengo, allora parroco di Barbaresco, riunì diciannove agricoltori e fondò la Produttori del Barbaresco «per la qualifica e garanzia del Barbaresco». Obiettivi pienamente centrati e tutt’ora perseguiti: grazie alla dedizione ed al lavoro dei viticoltori che l’hanno creata, la Produttori del Barbaresco è da tempo considerata tra le cantine più prestigiose della zona ed è un esempio per le cooperative di tutto il mondo.
LA CANTINA
Fondata nel 1958, oggi conta 50 membri con una superficie vitata che nel 2020 è salita a 783 ettari di vigneti a Nebbiolo e controlla gran parte dei «cru» storici della zona. La Produttori del Barbaresco vinifica solamente uva Nebbiolo, producendo un Barbaresco D.O.C.G., da uve provenienti da vigneti diversi nella zona d’origine, ed un Nebbiolo Langhe D.O.C. con l’uva dei medesimi vigneti giudicata meno idonea a produrre un vino da invecchiamento, più semplice e di pronta beva.
Nelle grandi annate sono prodotti 9 Barbaresco da vigneti specifici e commercializzati come Barbaresco Riserva: Asili, Rabajà, Rio Sordo, Ovello, Montestefano, Pajé, Muncagota, Montefico, Pora, zone da sempre note per la produzione di uve di particolare pregio. Dall’annata 2007 essi sono ufficialmente riconosciuti dal disciplinare di produzione come «Menzioni Geografiche Aggiuntive». Il nome del Cru e dei proprietari dei vigneti stessi sono riportati sulle etichette numerate.
In una annata buona sono così prodotte circa 500.000 bottiglie suddivise tra Barbaresco (40%), Riserva (35%) e Nebbiolo Langhe (25%).
BARBARESCO
Il Barbaresco è prodotto ogni anno dai 100 ettari di vigneti situati nella zona d’origine, principalmente nel comune di Barbaresco stesso.
Nelle grandi annate, quando la qualità delle uve è ottima in tutta la zona, i crus storici sono tenuti separati ed imbottigliati come riserva; il Barbaresco è quindi prodotto con le uve degli altri vigneti.
Nelle annate normali le riserve non sono prodotte e le uve dei crus sono utilizzate per produrre il Barbaresco, elevandone la qualità intrinseca.
Grazie alla varietà di vigneti utilizzati il Barbaresco dei “Produttori” esprime al meglio le caratteristiche specifiche di ogni annata con grande equilibrio ed armonia.
Il Barbaresco dei Produttori del Barbaresco è uno dei vini rossi più pregiati del Piemonte, dalla storia antica. Venne nominato per la prima volta a fine 700′ ma è intorno al 1894 che il Barbaresco inizia a conquistare il mondo per merito di Domino Gavazza e delle sue Cantine Sociali. Dopo di lui, nel 1958, Don Fiorino Marengo fonda la Produttori del Barbaresco. Oggi le coltivazioni di Barbaresco sono concentrate in alcuni comuni della provincia di Cuneo, Piemonte, e nella famosa zona delle Langhe, molto piovosa e nebbiosa ma proprio per questo funzionale alla coltivazione del nebbiolo, vitigno delicato che richiede una lenta maturazione tanto da protrarsi, in alcune annate, fino a novembre inoltrato. I terreni argillosi o calcarei-argillosi insieme all’altitudine della zona sono elementi chiave della sua coltivazione, a tutto vantaggio della qualità del Barbaresco, vino composto da nebbiolo 100%.
Annata 2021 del Barbaresco dei Produttori del Barbaresco
L’annata 2021 è iniziata con un inverno mite seppur ricco di precipitazioni anche di carattere nevoso, che hanno garantito un’ottima dotazione idrica rivelatasi essenziale per il prosieguo della campagna.
Marzo ha registrato temperature piuttosto miti con la ripresa vegetativa iniziata regolarmente verso la fine del mese. Aprile ha invece portato un ritorno di temperature più rigide con freddo anche intenso nelle prime orde del mattino. Il Nebbiolo, varietà a sviluppo precoce e quindi potenzialmente più esposta, non ha tuttavia risentito in maniera significativa dell’abbassamento di temperatura, con danni da gelate lievi e circoscritti ai vigneti situati a quote altimetriche inferiori. Anche il mese di maggio ha fatto registrare temperature piuttosto fresche, sotto le medie stagionali. Il risultato è stato un carico produttivo non eccessivo, stimato in un -10% rispetto al 2020.
Con il mese di giugno è iniziato un lungo periodo di bel tempo che si è protratto per tutta l’estate dove si sono registrate temperature in linea con le medie del periodo e senza eccessi, soprattutto nelle ore notturne. Solo nella seconda e terza settimana di agosto le massime giornaliere hanno toccato i 35°C mentre già alla fine del mese si è tornati con massime sotto i 30°C. Il clima asciutto è continuato per tutto il mese di settembre, un solo breve temporale il giorno 16/9 e nella seconda metà del mese le notti hanno iniziato ad essere più fresche, situazione ideale per la maturazione dell’uva Nebbiolo. Ad inizio ottobre infatti, i grappoli di Nebbiolo si presentavano sani, con una maturazione fenologica ottimale, agevolata dalle escursioni termiche importanti della seconda metà di settembre e di ottobre.
La vendemmia a Barbaresco è iniziata il 6 di ottobre e si è protratta fino al 18 del mese con clima mite ed asciutto. Dal punto di vista quantitativo il carico produttivo era ottimale e ben equilibrato, con acini visivamente più piccoli rispetto allo scorso anno. Questi fattori portavano ad una dotazione poli fenolica molto ricca, essenziale per produrre vini strutturati ed equilibrati, destinati a durare nel tempo.
In conclusione possiamo affermare che abbiamo raccolto uva di grande qualità che produrrà sicuramente vini importanti, complessi e piacevoli al gusto, dotati di buona struttura e longevità. Un’annata eccellente sotto tutti i punti di vista.
Contiene solfiti
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