PRODUTTORI DEL BARBARESCO Riserva Rabaja Barbaresco 2020
LA CANTINA PRODUTTORI DEL BARBARESCO
Fondata nel 1958, oggi conta 50 membri con circa 110 ettari di vigneti a Nebbiolo (1/7 della zona dāorigine) e controlla gran parte dei Ā«cruĀ» storici della zona. La Produttori del Barbaresco vinifica solamente uva Nebbiolo, producendo un Barbaresco D.O.C.G., da uve provenienti da vigneti diversi nella zona dāorigine, ed un Nebbiolo Langhe D.O.C. con lāuva dei medesimi vigneti giudicata meno idonea a produrre un vino da invecchiamento, più semplice e di pronta beva.
Nelle grandi annate sono prodotti 9 Barbaresco da vigneti specifici e commercializzati come Barbaresco Riserva: Asili, RabajĆ , Rio Sordo, Ovello, Montestefano, PajĆ©, Muncagota, Montefico, Pora, zone da sempre note per la produzione di uve di particolare pregio. Dallāannata 2007 essi sono ufficialmente riconosciuti dal disciplinare di produzione come Ā«Menzioni Geografiche AggiuntiveĀ». Il nome del Cru e dei proprietari dei vigneti stessi sono riportati sulle etichette numerate.
BARBARESCO Rabaja
Vigneto: Rabaja
PRODUTTORI DEL BARBARESCO Riserva Rabaja Barbaresco 2020. Il Barbaresco Riserva āRabaja” della cantina Produttori del Barbaresco ĆØ un vino rosso elegante, intenso e strutturato prodotto sulle magnifiche e affascinanti colline di Barbaresco, in Piemonte. Questa etichetta ĆØ ottenuta da uve Nebbiolo in purezza provenienti dal cru Rabaja; ossia un singolo vigneto situato su una collina esposta a ovest, sud-ovest a circa 250 metri di altitudine.
Il cru Rabaja ĆØ particolarmente appetibile dopo un certo invecchiamento, quando il vino conserva ancora un palato fruttato e fresco.
ANNATA 2020
Lāannata 2020 ĆØ iniziata allāinsegna di un inverno senza particolari criticitĆ , caratterizzato da temperature miti e poche precipitazioni, specialmente a carattere nevoso.
Le temperature
La prima parte della primavera ĆØ stata relativamente asciutta e soleggiata, garantendo una ripresa vegetativa omogenea e germogliamento nella prima settimana di marzo.
I mesi di marzo ed aprile sono trascorsi allāinsegna del bel tempo e delle temperature miti, con scarse precipitazioni, lasciando presagire, in prima battuta unāannata precoce. Questa previsione ĆØ però stata smentita nel mese di maggio, quando il clima instabile ha fatto registrare un numero considerevole di giorni piovosi, situazione che si ĆØ protratta fino a giugno inoltrato.
Questo, da un lato ha determinato un rallentamento nello sviluppo vegetativo esaurendo cosƬ il vantaggio accumulatosi allāinizio della primavera e dallāaltro ha consentito un buon accumulo idrico nel terreno, che unito alle temperature non eccessive dellāestate ha scongiurato fenomeni di stress idrico. In generale lāandamento climatico ĆØ stato buono, con qualche difficoltĆ nella gestione agronomica evidenziatasi sul finire della primavera e dovuta agli attacchi fungini precoci per le piogge di maggio e giugno.
Il Nebbiolo si ĆØ presentato a fine estate in condizioni ottimali: le temperature notturne non eccessive di settembre hanno portato ad un rapido accumulo di polifenoli. La crescita non ĆØ stata esponenziale, ma costante cosƬ da arrivare a maturazione tecnologica, ovvero al tenore di zuccheri ottimale, tra la fine del mese di settembre e lāinizio del mese di ottobre. Anche dal punto di vista delle aciditĆ il Nebbiolo non ha avuto quel calo tipico delle annate calde caratterizzate da un ciclo abbastanza breve.
La vendemmia
La raccolta ĆØ iniziata a Barbaresco il 30 di Settembre e si ĆØ svolta in un paio di settimane con un paio di giorni di interruzione dovuta ad una leggera pioggia il giorno 5 di ottobre.
Contiene solfiti

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